Vento e Sabbia: Assaggio di lettura (Tramontana)
pubblicato il 6 Febbraio 2011 alle 23:17
La sera, quella sera, era un insospettabile silenzio rotto solo dal tamburellare del vento sul vetro della finestra. È strano come il vento del nord porti i dolori di denti sbattuti coi denti e suoni al loro stesso ritmo. Quel vento, infatti, somiglia ad uno smagrito corpo che con le sue dita lunghe ed ossute, si diverte a suonare sui vetri delle case le canzoni struggenti degli uomini dell’est.
Questo avrebbe potuto pensare la donna chiusa dentro la casa, questa ed altre cose avrebbe potuto pensare ma nessuno voleva chiederglielo.
Tutti quelli che stavano in quella stanza pensavano solo al rumore assordante dei loro silenzi rotto dal ticchettio delle loro dentature. Non parlavano; avete mai provato a farlo mentre tremate dal freddo? Dalla bocca escono parole tremule, versi disarticolati che si piegano su se stessi rendendosi ancora più incomprensibili a orecchie abituate a sentire solo suoni di casa propria.
La donna, perché in ogni storia c’è sempre una donna, era seduta sulla sua brandina, nello spazio opaco di corpi che cercano di governare il bisogno e fissava un punto perduto nel vuoto, un lembo di intonaco superstite nella parete scrostata, il muro di calce e mattoni che separava la sua disperazione dalle disperazioni circostanti.
Intorno al quel brandello di intonaco giallo, la muffa aveva preso il potere tingendo di verde, ora più chiaro ora più scuro, i vecchi mattoni gialli di tufo messi uno sull’altro ad erigere muri, palazzi, prigioni.